lO STRANIERO

Da quel fertile grembo
mi tolsi con dolore,
dall’acqueo buio accogliente
venni alla luce splendente,
dalla certezza cordiale
mi trovai nel dubbio avverso
di un mondo molto complesso.

Come un guizzo a ciel sereno!

Grida si fusero con questo mutamento,
grida di smarrimento,
grida di paura,
grida di turbamento
sorsero senza sosta.

Poi a questo subitaneo delirio
ma con affanno mi abituai,
mentre di tanto in tanto
un liquido succhiai
che alla crescita mi portò
e a vivere in un mondo
che estraneo intuivo
dentro di me.

Straniero mi sentii
in un universo
con il suo senso
avverso al mio senso
di cui il senso
invano volevo scoprire.