La bellezza del soffrire
E così ti preoccupi
più degli altri che di te stesso,
perché ci sono situazioni di vita
che conoscendole,
ti portano fino alla lacrime;
allora la tua arte, lo scrivere,
funge da specchio.
E ti metti a piangere;
e quando piangi,
non è solo per ciò che vedi attorno,
ma perché in quel guardare
ritrovi una parte della tua storia
o una sofferenza che non riesci
a trasferire nelle parole.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.
Questi versi di Cesare Moceo toccano una corda profonda: l'idea che il dolore non sia solo un fardello individuale, ma un ponte di empatia che ci connette all'umanità intera.
La "bellezza del soffrire" a cui allude il titolo non è masochismo, ma la nobiltà di chi sa ancora commuoversi. È quel momento in cui l'arte smette di essere un oggetto esterno e diventa uno specchio.
I temi centrali della poesia:
L'altruismo del dolore: Preoccuparsi degli altri più che di se stessi nasce dalla capacità di riconoscere la propria fragilità in quella altrui.
L'arte come catarsi: La scrittura e i "ritratti di vita" danno forma a ciò che internamente è ancora informe e muto.
L'ineffabile: Il pianto esplode proprio dove le parole falliscono. È il linguaggio di quella sofferenza che "non riesci a trasferire nelle parole".
"E quando piangi, non è solo per ciò che vedi attorno, ma perché in quel guardare ritrovi una parte della tua storia."
Questa riflessione è potente: suggerisce che ogni volta che proviamo compassione per qualcuno, stiamo in realtà abbracciando anche una parte ferita di noi stessi. La sofferenza diventa quindi uno strumento di conoscenza personale.
È un testo molto intimo, che sembra quasi voler legittimare il pianto non come segno di debolezza, ma come atto di estrema consapevolezza e sensibilità.