Quasi un segno per chiedermi perdono
d’avermi dato accumulo d’affanni,
la carezza del mio giorno che muore
mi consegna nelle mani del tramonto.
Sembra dirmi, mentre sfiora questa cute,
che la sera finalmente sta arrivando
tutta lesta a concedere alla notte
privilegio di vedermi tutto nudo.
La carezza del mio giorno che muore
lascia il passo a sua maestà il silenzio,
a quell’ora in cui mi libero del vento
e la seta della luna io indosso.
(Anno di stesura 2008)
4 settembre 2020
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Ciao Primavera,
Ben tornata, scusa un po’ il disordine che trovi fuori e dentro me. So che hai portato come sempre il tuo soffio di vita e di bellezza, da sentire sulla pelle e nei cuori di tutti gli uomini e di tutte le donne di buona volontà. Con il caffè ti offrirò fiducia e speranza in cambio dei colori che vorrai donarmi.