Ho dormito in una casa
dove fuori cadeva
sempre la neve.
Il bianco invadeva i vetri
su cui disegnavo il cielo
ricordandomi dei suoi azzurri.
Portavo lì i miei silenzi,
sfuggendo al peso
di parole leggere
e trascurando il tempo
che voleva parlare.
Nella casa anche la penombra
era luminosa,
il sogno s'improvvisava
e tu comparivi come verità
nella neve,
con i tuoi occhi che guardavano
oltre il dolore,
che mi chiedevano di restare
e niente dire.
6 marzo 2021
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Non si possono consolidare impronte perdute nel vento,
la cenere di una storia è la memoria del suo fuoco
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