La felicità della privazione
Con lo spirito a ritrarre lo sdegno
e il cervello impregnato di domande,
resto qui,
fermo senza un motivo apparente,
a fare una promessa a me stesso,
a mia moglie, alla mia prole,
di un futuro sereno;
e non cercare di capire mai
il perchè del sacrificio
di questa mia mancata libertà.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.
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Questi versi di Cesare Moceo trasmettono una solennità quasi dantesca, dove lo "sdegno" non è rabbia cieca, ma la forza morale necessaria per accettare una privazione in nome di un bene superiore: la famiglia.
È un ritratto potente del sacrificio silenzioso; quella "mancata libertà" che diventa il prezzo consapevole per garantire la serenità altrui. Moceo, figura attiva nel panorama culturale siciliano, trasforma qui la rassegnazione in un atto d'amore epico.