La figlia del mare
Rubò al mare
il color turchese cangiante dei suoi occhi
la fanciulla che danzava leggiadra sulla rena,
salutando i gabbiani e ringraziando il sole.
Sognava una bianca nave la figlia del mare
e la vide all’orizzonte un bel mattino,
Il capitano, un principe straniero di lei s’innamorò
e all’improvviso le mutò il destino.
Egli la sollevò dal suolo, dolcemente
e la portò con sé fra l’onde.
La fanciulla dagli occhi di mare fu felice,
divenne la sua sposa nell’infinito azzurro.
Ma arrivò un giorno che nostalgia la prese
ed ebbe il desiderio di tornare
su quella spiaggia dell’età dei sogni.
Rivide la sua terra da lontano
ed il suo cuore sobbalzò nel petto,
mosse allor passi di danza ancora
s'incamminò fra i flutti, verso terra
e trasognata si rivolse al sole.
Dolci ricordi scaldavano i pensieri
e ad un tratto fu li,
ad ammirar gabbiani in volo, ebbri di libertà
e il bianco luccichio dei caldi raggi
trasformava ogni goccia in una stella
e tante,tante stelle ancor con lei danzanti
finché alla notte s'affacciò la luna.
Poi pianse la fanciulla
ed al mattino tornò la nave bianca…
La figlia del mare fu rapita
e se ne andò per sempre,
ad altra vita.
Chi la vide racconta
che in quel luogo d’incanto
rimasero in ricordo
le perle del suo pianto.