La lista

Lamentazione, ruvido rosario
tra dita intirizzite d’umide navate,
scandita prece elettrica del prete
calvo con nenia pingue.
Grani di sangue anemico, martirii
di sale e coltri nude al gelo delle stelle,
pietre feroci nel posto del cuore.
Il cielo ha visto iridi in catene
e il mare il bianco d’occhi precipitare al fondo,
erigere il calvario il peso del rifiuto.
Rantolo dai vetri nebbia
nomen nescio di vite rese oscene
nell’imbuto del mondo. 

 
Da venticinque anni gli attivisti dell’ong United compilano una lista dei profughi e dei migranti morti a causa delle politiche migratorie europee. La lista è aggiornata a maggio di quest’anno: 34.361. Ma non è esaustiva: sono solo le vittime accertate.

“ La lista mostra che le persone non muoiono solo in mare, ma anche nei campi di detenzione, nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nelle città. Quattrocento persone si sono suicidate; più di seicento sono morte per mano di altre.”
Niamh McIntyre e Mark Rice‐Oxley, The Guardian, Regno Unito