Le orchidee
dee dell'amore profano
carnose nella solitudine
venosa
bellissime e mortali
dal labbro
invidioso
sul mento incauto
il collo bianco moriva
sorridente di senso
e
sulle spalle forti
volontari
atti
di ovvia forza
si strinsero
per sempre
(per sempre)
per sempre
mani generose
e misteriose
si compresero.
18 novembre 2007
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