Lento discendi, o Paradiso!
Labbra a te non avvezze
Timidamente delibano i tuoi gelsomini,
Come l'ape stremata
Che giunge tardi al fiore,
Ronza intorno alla sua stanza,
Conta il nettare,
Entra, e si perde tra i profumi.
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Se potessi rivederti fra un anno farei tanti gomitoli dei mesi. Se l'attesa fosse di secoli li conterei sulla mano. E se sapessi che finita questa vita la mia e la tua proseguiranno insieme, getterei la mia come inutile scorza e sceglierei con te l'eternità.