Mi parlavi con gli occhi,
mi raccontavi
di un tempo d'amore
chiuso in una clessidra
e con la sua sabbia
mi scrivevi poesie.
Nella memoria poi
ti cercavo
in ogni silenzio inquieto,
quel tipo di silenzio
che porta un vuoto
avente un proprio peso
e una propria forma,
forse, quella di una montagna
innevata, bianca, fredda, elevata
che emana un silenzio antico,
generando parole d'amore
lasciate dire dai tuoi occhi sacri.
1 giugno 2026
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“Nel ritorno a casa si prolunga l'anima tra le stanze e si scartano i sogni davanti a una finestra all'imbrunire.”