Le spume brillanti
arrotondano sassi di cielo
i grumi neri rappresi
lanciano poche grida,
lucide parole,
confudi ricordi.
Nessuno mormora
addii incomprensibili
se non le mani asciutte
che indicano pensieri,
credono ancora al mistero
di spiagge violate
schiaffi acerbi
sull'innocenza del pianto.
Resteremo lacere e stanche
come pelle di piovre
lacrime rapprese
confuse nel sale
sulle guance orfane,
frutto di mare e di sabbia
conchiglia aperta
sulla sua perla nera.
9 novembre 2008
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