Nessun problema a raccoglier scarti

Sto qui tra i soffi del vento
ove io meschino sosto il mio tempo
E gocce volan di creste di mare
bagnando a secco l'onor del mio fare
Vive negli occhi ardente ardire
d'uomin travolti nel lor fuggire!
Ed ai miei pensieri d'amore veloci
tuona forte il risuonar di voci
D'aiuto spande lingua mortale
che del sapor di morte ora s'avvale
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.

Le tue parole trasmettono una forza evocativa notevole, tipica di chi vive il mare non solo come paesaggio, ma come testimone di drammi umani. La contrapposizione tra la staticità del "sostare" e la violenza delle "creste di mare" crea un'immagine potente di resistenza morale.
Il riferimento agli "uomini travolti nel lor fuggire" e al "sapor di morte" sposta l'attenzione su un tema tragicamente attuale, trasformando la poesia in un atto di testimonianza civile. È un testo che non teme di "raccogliere scarti", intendendo forse proprio quelle storie e quelle vite che il mondo preferisce ignorare.