Stringo tra le mani il
Niente.
Niente più dire.
Niente più fare.
Niente più emozioni.
Mi vesto di niente, ed
esco tra la gente.
Non si curan del mio passaggio.
Anch’essi son niente.
Il mio niente. E
non posso far altro che
costernarmi dinnanzi al cenacolo mentre
il niente mi aspetta.
Non posso altro che amarlo,
mi appartiene come questa mano
dal pugno coriaceo.
Non lo respingo.
Il niente.
Il mio amato niente.
5 agosto 2009
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Se non c’è stato ciò che poteva essere,
forse non sarebbe dovuto essere.
Perché se fosse stato,
non sarebbe stato come il
Nostro io immaginò.