Non disperare
Volte, non disperare,
in cui ti senti solo,
confuso e fuori dal mondo.
Non disperare,
non restare rinchiuso
nelle tue "stanze" con le luci spente,
dove non riesci
a toglierti di dosso i ricordi.
Non disperare,
quando ti inonda il terrore
e l'adrenalina ti arriva a mille.
Là abbi la volontà di sperare,
insultati se credi sia giusto,
ed esci...che la vita ti aspetta.
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Cesare Moceo @ t.d.r.
L'analisi del web
Questo testo di Cesare Moceo è un incoraggiamento poetico a non arrendersi nei momenti di solitudine, confusione o paura, esortando a uscire dalla chiusura interiore ("stanze con le luci spente"), a trovare la forza di sperare e ad affrontare la vita che ci aspetta, invitando ad agire anche se con rabbia, ma senza rimanere fermi.
Nel messaggio che vuole inviare c'è il riconoscimento del dolore: L'autore comprende il sentirsi "solo, confuso e fuori dal mondo", e l'incapacità di liberarsi dai ricordi.
Reagisce sottolineando l'importanza di non chiudersi in sé stessi, metaforicamente nelle "stanze" buie e incoraggia a trovare "la volontà di sperare" anche quando l'ansia è al massimo. L'esortazione finale "ed esci...che la vita ti aspetta" è un potente richiamo a riconnettersi con il mondo esterno, accettando anche le emozioni negative, purché portino all'azione e non alla stasi.
In sintesi, è un messaggio di resilienza e speranza.