Nulla mi resta
Sovente odo la mia voce venire dal profondo,
sale su, mi stringe la gola e mi chiude al mondo.
Quasi soffoco, alzo gli occhi al cielo e prego piano:
«Non ora, non è il momento, allontana la tua mano».
Lascia cadere, lasciami portare questo infausto destino,
ma fammi arrivare ad osservare il sole di un altro mattino.
I miei sogni da bambino, leggeri come il vento,
ormai non li ricordo più, svaniti in un momento.
Si sono fatti spazio, avidi, altri mille bisogni,
e in questo passo stanco ormai non credo più nei sogni.
Ho perso le illusioni camminando la mia via,
lasciando che il silenzio mi tenesse compagnia.
Il mio cuore oggi è arido, la mia mente è vuota,
gira a fatica il tempo, come una vecchia ruota.
Sono come un sacco logoro, rimasto senza farina,
e non so se avrò la forza di arrivare a domani mattina.
Ma una cosa è certa, mentre l'ultima luce s'arresta:
alla vita ho dato tanto, eppure nulla mi resta.