Océane

Discendesti dalle alture fiorite,
attenta a non calpestare margherite.
Avevi il bianco di una veste addosso,
le tue spalle esaltava, un cielo rosso.
Una donna che ti fa sentire,
come una rapida senza fine,
e che fa del tuo più intimo respiro,
l’inaspettato zéfiro,
è degna d’esser nominata: Dea.
Océane, tu sei Dea dell’amore,
che incanti ogni giorno,
e ogni giorno, incanti.
Sfrenate notti,
non attendetevi riposo dai nostri baci,
avremo il tempo che finora non abbiamo avuto,
le ore più lunghe saranno per noi.
M’incarnerò, nelle tue risate,
come tu lo sei adesso,
nelle note di speranza evocate,
da un flebile pianto sommesso.
Il mio punto più alto,
raggiunto coi passi del destino,
è stato quando hai detto:
“Amore, aspettiamo un bambino”

25/09/2005