Siamo come lettere che annodandosi danno luce una parola,
e poi una sillaba sterile se sganciano le nostre mani
dalla pagina dove ci aspettiamo ogni giorno, tu già svestito,
io non ancora. Non voglio più un cuore balbuziente
ora che so dirti.
2 gennaio 2012
Altri contenuti che potrebbero piacerti
La poesia ha la stessa imperscrutabilità del futuro: non si possono prevedere le parole che verranno.