Perpetui passi

Sospiro,
nella tacit'attesa d'una svolta,
di codesta strada denominata esistenza.

Quant'acqua è corsa sotto i ponti;
quanta pioggia s'è versata, sopra i passi di bambina:
inabissate impronte infaticabili,
or fatiscenti e vane, relegate nell'oblio dai ricordi,
ch'han scordato di stiparle all'interno delle stanze di memoria.

M'interrogo,
su quante io n'abbia vergate senza senso,
sovra decliv'in salita
e pur discesa,
tralasciando 'l conoscerne l'approdo,
forse circoscritto inver ad apposito luogo,
forse lungo i margini del mondo.

Perpetui pass'intra le grinze d'un incognito percorso,
allorquando i minuti desideri s'accontentavan d'assai poco:
d'un qualsiasi gioco, d'un giocattol'ogni tanto,
d'un bacio e d'un abbraccio,
in precisa proporzion alla speranza dell'età e del momento.

Tal crespe
‐ dai miei pass'indi rilevanti, solcate‐
son deviate, dirette a discrepanze;
giustappunt'ove luc'e ove buio, in assidu'alternanza
‐ sovra esili stel'inoffensivi, sui qual d'acchito,
a colpo ferire,
spuntavan svariate spine ‐
celavan e mostravan rose.

Impronte s'inasprite
‐ sulle sconnesse pieghe ‐
siccome sprofondate troppe volte dentr'al fango,
fra pestilenziali miasmi m'han sovente ingabbiata.
Altrettante, viceversa dolci, sfiorando appena 'l suolo,
ad ascender m'han condotto sin a un passo dal cielo,
al fin d'annusar l'effluvio d'apogeo d'arcobaleno.

Laddove viaggi'ancor 'l desio d'una bambina,
sopravvivente nell'adulta mia coscienza.
Alter ego,
perennemente rimandato dal veritiero specchio.