Preferisco il muto poetare

Mi scolpirono ombre
sulle mie spalle,
sono state pesanti,
quasi invisibili a incurvarmi
nel cammino.
Sono rimasta indietro,
ma io davanti
non ci voglio stare,
davanti a guardare
il primo e vano palazzo
dorato,
quello che brilla,
quello in cui puoi andare
a ballare il walzer
o a fare sfilate. I
o preferisco il muto poetare
alla luna,
alla sera,
al mare
che perpetuamente
nasconde leggende
tra le sue onde
ed io che sogno nel blu
l'amore reminiscente,
quello che racconta
una me con altre vesti
e altre sembianze,
una me che ha però,
lo stesso fuoco
nel cuore tremante.
Preferisco essere assente
dove vige la presenza
vuota e costante,
sono assente, soltanto,
per coloro che vogliono
a tutti i costi entrare
in quel palazzo d'oro,
dove si trova ogni cosa effimera,
bella di una bellezza lucente
e ghiacciata,
dove ogni cosa
dopo ventiquattro ore,
sarà stata dimenticata.
Io voglio la memoria
del mio canto d'amore,
voglio il ricordo della sua voce
per poterla ascoltare
finché avrò tempo,
finché avrò meraviglia,
finche' il suo ricordo
sarà vivo nei miei occhi,
sottoforma di candida luce
persino dentro le lacrime.