Quando il luccichio acceca
Diffida della luce che abbaglia:
concede un tepore fugace,
ma lascia dietro sé ombre che pungono.
Chi ha dimorato nel poco
e vede il troppo sopraggiungere,
sente il mondo incrinarsi:
la mente trema come cristallo sottile,
il cuore si ritrae
al primo alito di gelo.
Ciò che fu amore
si sfalda in silenzi minuti,
diviene polvere lieve
che il tempo disperde
senza un lamento.
Nascono vizi discreti,
radici che avanzano lente
nelle fenditure dell’anima.
Non nell’inseguire
il cuore trova quiete,
ma nell’essere chiamato
da una voce sincera.
E talvolta un sorriso
accende una speranza esile,
così tenue
da svanire in un soffio.