La sera, quest’ora immateriale
che dilata il tempo
l’iride luminosa cerca il valico,
telepatia delle candele.
Quest’ora che si sta stretti
tra corpo e mente
restiamo ancora un poco
immagine e riflesso.
Qui metto in fiore la tua voce
la recito in una sospensione
che il chiaro del mattino
irrora d’algide ventate.
Qui tendo a lungo il fiato
al timbro, solco indelebile alla gola
chiuso dove perdura, graffiante e dolce,
quasi dolore fisico trattenuto al bacio:
mai potrò, amore, venirne fuori illesa.
11 giugno 2017
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