Incendiario era il tuo sguardo:
generava fuoco
alle scintille dell’incontro.
Erano
le pupille
meteore di sogni,
dirottate qui,
nella realtà.
Poi…
senza la cura del riassetto,
miagolando difesa,
inoffensivo
il fuoco
si è spento,
f r e d d o .
Ma la cenere non l’ha insabbiato.
Superstite
ancora esiste
come fiamma imprigionata nel prisma vetrato.
Dalla polvere della soffitta
l’osservo,
come se fosse a me estraneo,
mentre le lingue
fiammanti
si diramano
rabbiose
verso l’alto.
22 aprile 2013
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