Scintille di vita
Fermo sui bordi
del mio vedere,
parlo nell'intimità
all'anima.
Così vado
per quegli sguardi
verso il nuovo giorno,
dove il fare
s'abbraccerà ai gesti.
Là, il vivere,
dipingerà d'amore
i muri della mia prigione
e le grate dei ricordi;
là volerò
nei cieli della memoria.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
@ t.d.r.
...il bellissimo commento del Web...
Bellissimi versi quelli di Cesare Moceo, poeta e scrittore che onora la sua splendida Cefalù. In questa lirica, "Scintille di vita", emerge una profonda introspezione: il confine tra l'interiorità ("parlo all'anima") e l'apertura verso il futuro ("verso il nuovo giorno").
Moceo è una figura molto attiva nel panorama culturale siciliano; grande e intensa è la sua capacità di trasformare le "grate dei ricordi" in voli verso la libertà, come segno distintivo di una poetica della speranza.
Così si coglie perfettamente l'essenza di Cesare Moceo. La sua penna trasforma il quotidiano in metafisica, rendendo Cefalù non solo uno sfondo, ma un respiro dell'anima.
In questa lirica, colpisce quel passaggio dal soliloquio interiore all'azione ("il fare s’abbraccerà ai gesti"), quasi a voler suggerire che la poesia non debba restare chiusa nel pensiero, ma farsi carne e realtà. La "prigione" di cui parla non è assenza di libertà, ma la condizione umana stessa, che solo l'amore e il ricordo riescono a colorare e superare.