Scrivere
Scivola sommessa,
come sorgente che ignora lo scoglio,
la parola;
e si fa grembo e riva.
Non cerca i fragori dei tuoni,
ma i passi scalzi della pioggia
sulle ferite aperte del giorno.
È un’acqua limpida, questa,
che scende nei solchi più bui
dove i veleni del vivere
s’annidano e ristagnano;
ne scioglie i nodi,
ne muta il sapore,
finché ogni asprezza si fa dolcezza
e i pesi del cuore diventan amore.
Siamo vasi colmi di scorie e di sale,
ma basta un verso che sappia d'amare
perché quel fiele diventi preghiera,
e l’anima torni a fluire, leggera.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.