Da qui comincio a scivolare
lentamente fuori.
Una rapida goccia sulle grondaie.
C’è assai più grazia
e generosità nell’infierire
sui corpi stremati delle giornate
e raccoglierne il lamento,
la visita nel mezzo della notte,
che nel fuggire a balzi
le forche puntute dei vostri sguardi.
E così evaporare
nella nuvola di niente da cui viene
uno come me: che non sa parlare.
Baciami sulla fronte: starò bene.
23 febbraio 2016
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