Settembre

Perduto e stanco penso
all'estate e quasi sembra
essere ieri, ma mi alzo e fuori sento
freddo il vento di settembre
e mille cieli neri mi avvolgono la testa,
come fa alla terra il cielo,
mi spezzano i pensieri. Entra da quella finestra
il lungo inverno col suo velo
e porta via i colori!
E porta via i colori!   Trafitto al cuore come
il mattino dal sole, guardo fuori:
le grigie nubi ricoprono di ombre muri scuole
case aiuole ed i colori
diventan cupi... come quando è notte!
E quante cose son nascoste
e quanti sono i dubbi scuri. Si coprono gli orti
e si chiudono i giardini
e le paure dentro i muri! Le paure dentro i muri!   Settembre ormai è alla porta,
porta pioggia e le parole
dei tanti eventi strani e son passati i mesi
ed è passata quest'estate
di soli vuoti giorni vani e son successi fatti e fatti
ancora via son scivolati
poi come un chiaro fiume, e ti ricordi cara come stavamo bene,
noi, bene, abbracciati:
eravamo noi due! Eravamo noi due!   Settembre ormai è arrivato,
col suo manto: delicato
cappello di lana, quieto il mondo è diventato
e nella nebbia addormentato,
ora attende che la luna porti assieme al gelo,
fra le stelle, la nel cielo, quel leggero,
candido chiarore e la notte sarà un viaggio,
un ricordo od un miraggio, un mistero,
un semplice colore. Un semplice colore.   Grida fuori il magro albero
spezzato nei suoi rami,
dolore nel silenzio, l'aria fredda ghiaccia i polsi
e le dita e le mani,
proprio come un tempo. Ti ricordi quei cappotti, i guanti,
sciarpe ed i cappelli,
sesso e baci calorosi?
Adesso guardo fuori:
solo macchine e motori,
poi ammennicoli, orpelli
orpelli obrobriosi.   E Tu dove sei adesso,
cosa fai e cosa credi,
che cosa pensi del mondo? Le tue labbra sono rosse
come un tempo però adesso
non ho piu quel sonno, adesso c'è l'inverno
nero, freddo e tutto quanto
porta via nella bufera, ma il ricordo resta dentro,
chiuso stretto, neanche il vento...
però che bello era! Però che bello era!