Si spostano mobili, di sera
scricchiolii lenti, segreti del legno.
Forse è la noia che scivola piano
invade la mente, distorce il suo tempo.
Sul filo teso, tra cielo e ringhiera,
restano oggetti, frammenti sospesi.
Li prendi, li esponi, li lasci cadere
qualcuno li toglie, poi torna il silenzio.
La scala respira, la notte si posa,
una quiete sottile si stende sul giorno.
E intanto si affacciano, nella memoria,
riprese fugaci, istanti che restano.
21 luglio 2025
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