Sogni d'eterno futuro (di un cuore ballerino)

Ci sono i battiti prima dei suoni,
pesi informi che premono sotto le costole,
come marea che non sa dove infrangersi.
È questo un calore senza volto,
un brivido che non ha ancora deciso
se essere paura, o stupore, o abbandono.
Così la gola si fa strettoia,
il respiro si modella sul palato
e il vuoto si riempie di quel contorno.
La parola scatta come un lucchetto:
un taglio netto che separa il mondo
dal grumo di sangue che avevi dentro.
E mentre il tuo nome si poggia sulle labbra,
l'infinito si arrende al destino.
E ti senti, finalmente, meno solo:
sei diventato leggibile.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.