Sogno

Mi chiedo spesso cosa saresti stato,
nelle notti in cui bagno il mio cuscino di lacrime,
quando guardo il carrilon che i tuoi sonni avrebbe cullato.
Mi chiedo spesso cosa saresti stato,
mentre guardo nelle vetrine le tutine
che tu non hai mai potuto indossare.
Mi chiedo spesso cosa saresti stato,
quando mi accarezzo la pancia
sperando di sentirti calciare ancora.
Mi chiedo spesso cosa saresti stato,
se per me sarebbe stato il tuo primo sorriso,
se avresti avuto i miei occhi e i miei capelli,
li avrei pettinati ogni giorno davanti allo specchio
che avrebbe fotografato i nostri momenti più belli.
Mi chiedo spesso cosa saresti stato,
che suono avrebbe avuto la tua voce,
se "mamma" sarebbe stata la tua prima parola.
Mi chiedo spesso cosa saresti stato,
quando a Natale è tuo il regalo sotto l'albero non scartato.
Mi chiedo spesso cosa saresti stato,
quando arriva la festa della mamma
e attendo, invano, un biglietto di auguri che non arriverà mai.
Mi chiedo spesso cosa saresti stato,
quando guardo nel cortile l'altalena
che le tue manine non hanno mai sfiorato.
Mi chiedo spesso cosa saresti stato,
quando guardo quel puntino bianco sull'ecografia,
immaginando solo per un istante di stringerti tra le mie braccia.
Non potendolo fare oggi ti stringo forte
nello scrigno del mio cuore,
dove ho custodito il tuo ritratto
scolpito in quei tramonti tutti uguali,
in quello sprazzo di cielo che oggi non oso più guardare.
Dove voglio credere che un giorno,
gioioso, mi starai ad aspettare.