soliloquio n.1
via
questa vita di dosso
[…]
chissà cosa hai davanti
dolce mia chioccia
io per sempre avrò
il tuo guscio addosso
anche se ora vaghi
per chissà che mondi
anche se non più dici
i tuoi pensieri profondi
[…]
e in me tutto s’appoggia
su uno strato
di disperazione
è l’urlo della me bambina
che rivuole
il suo compagno di giochi
è l’urlo di chi
voleva ancora
giocare con te
è un urlo sordo
di chi ingoia
e prosegue
e prosegue
e prosegue
ma dove voglio arrivare?
dovrò fermarmi un giorno
e guardami in volto
strappare tutto
strato dopo strato
guardarci sotto
e abbracciarti bambina
che troppo ti rimpinzo
di doveri e missioni
bada un po più a te
che t’ignori
non ti vuoi vedere dentro
non ti vuoi guardare proprio
non ti vuoi compatire
per tutto il dolore che hai provato
e perché mai?