TEMPO ADDIETRO

Tempo addietro scrissi in versi
un accenno alla
Sindrome di Don Chisciotte.
Tempo addietro
ho fatto i conti con la realtà,
senza aver fatto
i conti giusti con l'oste.
Tempo addietro è un tempo capace
anche di ritornare a farmi male,
un malore passeggero
come un treno preso d'improvviso
alla stazione sbagliata,
quella stazione astratta,
adatta a chi ha il punteggio più alto
per arrivare a guardare le cose
con le vere suture
e con più saturazione.
Tempo addietro e mi rivedo
più loquace.
Tempo addietro e ho saltato
momenti d'amore e di pace.
Tempo addietro e sono fuggita
per chiudermi a chiave
per il timore di essere quello che ero.
Poi, sono tornata dal mio ritiro
componendo ancora sogni di carta
e di colori,
attraversando anche il monocromo
che ha intessuto il suo ruolo
di luci e di ombre,
tempo addietro e io provai
a rinunciare alla sorte
e a guardare le stelle,
ma invano, perché era
ed è troppa la meraviglia che amo,
il sublime, poi, è il vigore
che ho dentro lo sguardo
con certe nostalgie di un viaggio altro,
un'altra casa,
un altro luogo di perduto incanto.
Tempo addietro e continuerà il tempo
a fare il suo giro,
che scorrerà nell'elemento acqua
e nell'elemento fuoco
col suo cerchio sacro nel vento,
per giungere con il corpo,
con l'anima e con la mente
sulla nuda terra,
a pochi passi onirici dalla luna.