Ti porto il fiore che non è appassito

"En el entierro de un amigo"
(Antonio Machado)

Ti porto il fiore che non è appassito
e lo poso sul bianco del tuo telo,
nel vuoto delle piaghe, e poi lenito
da mani per le spine sullo stelo.

Lontano porto d'ombra, lungo un dito
il traino della vita, tolto il velo
dal remo liso, vene di granito
nella notte di miele di asfodelo.

E vedo ancora lì la siepe scelta,
che luccica nel sole come allora,
persino il vento trova una barriera

rispazza l'aria della mia fioriera
finché si frena avanti alla dimora
che vigila su questa fiamma svelta.

1 maggio 2026

Sonetto classico ABAB, ABAB, CDE, EDC