Un'alba sconosciuta
Al rosso tramonto
canta un merlo sul ramo
e scendono rondini in volo
tornate ai nidi d’un tempo.
Son liberi i cieli spaziosi
d’ogni metallico volo
volteggiano falchi e poiane
nel silenzioso spazio infinito.
Un leprotto avanza furtivo,
guardingo, non vede nessuno,
lascia la tana felice
al primo chiaror del mattino.
Nei porti giocano delfini
e nei mari prolificano pesci,
si ripopola il regno animale
nell’equilibrio suo naturale.
La natura all’alba risplende
s’è vestita di mille colori,
nel silenzio dell’uomo rinchiuso
che assente, lascia liberi spazi.