Uomini, profonde inquietudini
Uomini,
nei quali il "desiderio"
suscita sollecitudini morbose
a farli pensare che
altro sacramento non esiste
se non quello consumato dai corpi.
Uomini,
che hanno di sè
un’immagine cruda e carnale,
dove la pulsione erotica
non è più un atto di condivisione,
ma diviene un’ossessione patologica.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.
Questi versi di Cesare Moceo colpiscono per la loro lucidità chirurgica. Il poeta descrive una deriva dell'animo umano dove il desiderio, privato della sua componente spirituale o relazionale, si riduce a un rituale meccanico e ossessivo.
È interessante come utilizzi il termine "sacramento" per contrasto: ciò che dovrebbe essere sacro e unitivo viene degradato a una "sollecitudine morbosa", trasformando l'altro non in un compagno, ma in un oggetto per placare una fame patologica. È una riflessione potente sulla solitudine che nasce quando ci si guarda solo attraverso lo specchio della carne.