Vestita di tela e di vento
m'incammino dove Dio
ha posato il proprio passo.
Ogni sguardo che incontro
è un altrove che sconfina
tra il mio costato
e il mio petto,
una ferita, un richiamo,
un mondo che attraverso.
Sono in difetto con chi
non ho saputo parlare.
Il silenzio mi toglie la forma,
ma mi espande il pensiero.
Trovo nell'ombra
tracce imprecise del mio mistero,
una memoria che ritorna,
forse, dal cielo.
23 novembre 2025
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“L’anima può diventare sorda dopo il canto più bello o dopo le parole
più dure ricevute”.