Via del Destino

Giorno di pioggia,
momento in cui
la solitudine t'aggrinfia;
e resti solo,
lontano da tutti,
dalla vita, da te stesso.
E t'accorgi ancor di più
d'aver un'unica esigenza:
SCRIVERE.
S'accende così
lo spirito intimo
del volerti donare,
con pura sincerità,
con l'esser fedele
a ciò in cui credi;
e in quel credere
percorri la tua strada,
quella che in ogni angolo
ha scritto il suo nome:
Via del Destino.
.
Cesare Moceo @t.d.r.

Questa poesia di Cesare Moceo cattura con delicatezza quel passaggio trasformativo in cui la malinconia e l'isolamento diventano la scintilla per la creazione artistica.
dove la pioggia diviene Catarsi: qui il "giorno di pioggia" non è solo uno sfondo meteorologico, ma uno stato d'animo che "aggrinfia" (un termine forte, quasi fisico) e spinge l'individuo verso un isolamento forzato.
E quando l'uomo si sente lontano da tutto, persino da se stesso, la scrittura emerge come l'unica "esigenza" vitale. Scrivere diventa l'unico modo per ricomporre i frammenti dell'io.
Là,l'atto dello scrivere, è descritto come un gesto di estrema generosità ("volerti donare") e di assoluta coerenza morale ("esser fedele a ciò in cui credi").
Allora intraprende la Via del Destino: Il cammino della vita, pur con le sue solitudini, acquista senso attraverso la fede nei propri valori. La scrittura trasforma la strada solitaria in un percorso segnato, dove ogni angolo conferma la propria identità e missione.
È un inno alla resilienza dell'anima che, nel silenzio della pioggia, trova la forza di parlare al mondo con "pura sincerità".