Vulnerabilità

I giorni vivon di pensieri,
di vuoti e di sottofondi;
ore d'ansia tagliate
da lame di angosce esterne.
Dolori che afferrano,
roventi e rapidi,
a sfruttare inerzie
e ginocchiate nell'anima,
colpi bassi d'assedi interiori
a togliere ogni respiro.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.

Questa poesia di Cesare Moceo, descrive la vulnerabilità come una soglia aperta: quel momento in cui le difese si abbassano e il mondo esterno "taglia" il silenzio interiore con lame di angoscia.
La risonanza più forte sta nel concetto di inerzia. Spesso pensiamo alla vulnerabilità come a un atto di coraggio, ma Moceo ci ricorda che è anche un fianco scoperto: quando siamo fermi o stanchi, il dolore non bussa, ma "afferra" e colpisce basso. Non è una scelta, è una condizione dell'essere che ci rende permeabili, nel bene e nel male.