8 marzo
Cosa sarebbe il mondo senza le donne?
Sarebbe un mondo incompleto, impoverito, privo di una delle sue forze più profonde. Un luogo dove la vita continuerebbe a esistere, ma senza la stessa cura, senza continuità, senza futuro.
Definire le donne “sesso debole” non è solo un errore linguistico o culturale:
è il segno di una cecità che confonde la forza con la sopraffazione.
La vera fragilità risiede in chi non sa riconoscere valore,
in chi teme l’autonomia,
in chi, incapace di accogliere la luce, tenta di spegnerla.
Ogni violenza contro una donna non è una tragedia privata.
È una perdita collettiva.
Una ferita inferta alla dignità umana,
che impoverisce l’intera società e ne oscura il futuro.
Per questo la celebrazione della Donna non può ridursi a una data sul calendario o a un omaggio formale.
È una responsabilità quotidiana:
nel linguaggio che scegliamo,
nelle relazioni che costruiamo,
nel rispetto concreto dei diritti, dei corpi, delle vite.
Solo onorando la dignità delle donne,
il mondo può ritrovare la sua parte migliore
e riconoscersi, finalmente,
più giusto, più umano, più vero.