E c'era

E? E c'era una volta un piccolo reame isolato ed immerso nel folto di una fantasia tuttora estremamente periferica. Un reame nel quale tale nei reami regnava un re. Un re però un po' particolare. Un re attratto più dal fantastico che dal materiale. Un re che voleva andare oltre il semplice recitare a copione l'esistenza. Un re che di suo avrebbe scommesso nel potere infinito di una mente usata bene e. Ed ancora di più in quello di tante menti, bene usate, concentrate insieme per provare a migliorare loro, il loro corpo ed il creato e. Ed il tutto anche se, in verità, ancora non sapeva bene quali fossero i giusti bersagli ove applicare il potere suddetto una volta raggiunta la perizia di saperlo generare ed usare e. Ed a livello personale al momento stava dannatamente fermo e cercava di risolvere l'inghippo no. Nonostante pubblicamente continuava comunque a mettere in piedi iniziative mirate in maniera il regno ed i suoi sudditi, prendessero una piega morale e spirituale, ben precisa e benissimo radicata e compresa nei suoi alti perché. Iniziative di per cui sul modello yoga o new age o di meditazione orientata odierne. Iniziative per gruppi o per il singolo e. E cartelli dappertutto aveva fatto esporre. Cartelli con sopra scritti slogan dai richiami olistici, tra i quali il mio preferito era e. E credi nella tua mente, non porle ostacoli lei. Lei è la medicina sintonica e sul funzionare del vivere corporeo, nel lasso di tempo necessario e riservando rigorosa applicazione, può provocare cambiamenti inimmaginabili e. E con risultati incoraggianti di partecipazione generale ed interesse privato, ne lanciava altre ed altre ed altre e tutto coinvolto ed appassionato e. E tutto preso, preso preso; tra una contemplazione libera, una novella conferenza ed una discussione tematica con il sommo filosofo o con la cetra dimenticata in reggia dal satiro pu. Purtroppo succedeva mangiava poco codesto re. Mangiava poco tanto da essere spesso soggetto a degli antipatici rimbrotti da parte di Mariangela la sua, altrimenti soave e gentile, cuoca personale e. E lui di solito sopportava bonariamente, non reagiva e dimenticava presto solo. Solo una fatidica sera non ce la fece. Che vero, quel giorno, aveva mangiato unicamente una piccola ciotola di passatelli in brodo ed un minuscolo pezzo di Asiago stagionato, con neanche mezza ciambellina di pane biscotto di contorno e. E basta ma. Ma era successo in quanto non aveva percepito nessun altro stimolo in merito e non poteva farci niente e. E quindi stavolta le rispose. Le rispose lei deve sapere, signora Mariangela io, fin da bambino piccolo piccolo, ho sempre odiato le cose obbligatorie e. E con il tempo questa idiosincrasia è cresciuta tanto in me e adesso proprio mi viene un senso di forte nausea nell'avvicinarmi ad una di loro e. E mangiare è una cosa obbligatoria e dunque è impossibile mi piaccia farlo e. E probabilmente lo sarà per l'eternità. «Ma no, sire mio. No no no. Qui si sbaglia. Mangiare non è una cosa obbligatoria che può costernare o deprimere». Le replicò però pronta lei. «È come respirare o andare al bagno e certe fisiologie fanno parte dell'essere vivo e non si può rimanere vivi se non si espletano so. Sono altre le rogne obbligatorie che danno fastidio. Sono gli oneri dovuti al lavoro o alla famiglia o al sottostare all'organizzazione sociale ed ai suoi principi. Che quelli sì rompono. Eccome se non rompono e limitano e. Ed intralciano l'esistenza che altrimenti sarebbe sì secondo te e. E chiuso». E sì. Sì certo. Le rispose ancora il sovrano, tuttavia così dicendo lei mi scopre un arcano molto profondo, signora Mariangela. Che gli obblighi ultimi da lei citati sono stati creati da noi e dunque secondo me, volendo volendo, ce ne possiamo liberare facilmente mentre. Mentre gli altri furono imposti da terzi o dal sistema universo e. Ed è realtà ben diversa e questa realtà mi dice è a lei che, in principio e per principio, devo ribellarmi: che va bene e per le ragioni da lei citate, posso accettare delle costrizioni da vita però. Però che impongano ritmi stressanti e necessità troppo frequenti e gravose a. Anche no e. E fu la luce. Dentro la sua del sire testa fu la luce e pertanto già il giorno appresso emise un editto sul quale, sostanzialmente, stava urlato o scritto: da domani. Da domani per i residenti nel regno verrà abolito qualsiasi obbligo ed ognuno, con la dovuta educazione, potrà agire tale pensa migliore per sé e. E ciò chiaramente per fare in modo, nella mente di tutti, i veri obblighi da contrastare, essendo scomparsi i falsi, tornassero ad essere quelli genetico naturali.
Che significherebbe stiamo noi finalmente abbracciando sul serio la coscienza di siamo evoluti ed indi abbiamo lasciato lo status animale per passare a quello essere e. Ed un essere sagace ed a questo punto dotato di auto determinazione, non lascia ad altri i modi del suo destino e. Ergo ecco finalmente trovato un obiettivo sulla carta raggiungibile con. Con i nostri sforzi o impulsi o messaggi o stimoli, cerebrali concentrici e tenaci, schierati compatti su di lui a. Allargare la forbice di tempo tra fame e fame. Che oggigiorno, dopo mangiato, lei torna abbastanza aggressivamente mediamente entro otto/dieci ore che. Che da noi all'uopo trattata la nostra conquista sarà ritorna dopo una settimana o. O giù di lì e. E ciò piacque a tantissimi di quelli sollevati dagli obblighi civetta e così appunto in tantissimi offrirono la loro totale disponibilità all'esperimento se. Sebbene altri preferirono mollare ed emigrare e. E con il contributo immaginario e creativo dei rimasti furono studiate varie modalità di intervento. E prima si credette migliore soluzione attaccare secco l'entità fame abitante in noi be. Bensì in seguito fu invece considerato probabilmente più efficace intervenire sul cervello direttamente o. Ovviamente con estrema cautela: che non si doveva causare nessuno sgomento o scompenso, negli altri nostri organi interni di. Direttamente, sul cervello, per fare in modo lui non donasse eco e forza, alle sparate ed ai morsi, del rivale insistente se. Se non seguendo i nuovi tempi e modi, da noi suggeriti e. E questa via infine fu percorsa e tra molti insuccessi e parecchie ricadute; verità infatti è all'inizio i risultati non furono incoraggianti se non che. Se non che nel regno oramai ci si svegliava con un ideale e le azioni ed i pensieri, della giornata stavano a lui dedicati e diretti e difatti infine qualcosa in effetti successe. Che la meta era pure diventata una ferrea ambizione e si sa. Si sa mente ambiziosa, dai e ridai, alla fine ottiene e la forbice dunque si stava in effetti aprendo. Aprendo che oramai mediamente la fame tornava intorno alle ventiquattro ore dopo un pasto ed alla commissione di consiglio ed ascolto, si presentavano in gran numero individui per dichiarare progressi stabili in proposito e quindi non rimaneva che raddoppiare l'impegno e calarsi ancora più profondamente nella parte con rinnovata enfasi e. E di nuovo previo il lasso di tempo dovuto infine fu raggiunta la meta e. E che sollievo personale e che sgravio di responsabilità verso famiglia e figli, dovere mangiare ogni otto giorni in luogo di ogni otto ore. Tutto più semplice era diventato e le relative ansie giungevano lievi e con arroganza in sordina e. Ed inutile dire pertanto della grande soddisfazione che pervase ognuno in quanto stavolta. Stavolta sì avevamo fatto una cosa veramente utile per migliorare e magica per sognare e. E non rimaneva altro di trattare in uguale maniera ad esempio il respiro. Che uno all'ora sarebbe senz'altro meglio; si incamerano meno virus ed inquinamenti e si potrebbe sostare nel subacqueo senza eccessiva fretta o. O la cacca. Che una al mese toglierebbe tanto fastidio rispetto ad una al giorno pe. Pensò allora felice il re e. E con rinnovati propositi e spinti da alti intenti in. In quel regno si visse in eterno felici e con intenti.