Il coraggio del bruco
Ecco come il bruco ambizioso, stanco di strisciare, mi insegnò a non temere il volo...
Nessuno ha mai detto al bruco che si sarebbe trasformato in farfalla o falena... Ha seguito il suo istinto, raccogliendo come un saggio eremita tutte le informazioni che il suo mondo gli offriva... l'odore della terra bagnata, la delicatezza di un petalo di rosa, il sapore di un frutto, di una foglia, il caldo del giorno, il freddo della notte, l'instabilità del vento con le sue correnti...
Quando ormai ricco di conoscenza, si chiuse nel suo bozzolo insieme ai suoi pensieri, valutando e maturando un nuovo stile di vita... imparando così, a volare ancora prima di metter le ali.
Le sue ali, tutta la conoscenza da bruco...
Fino a quando un giorno, ormai pronto al gran salto, si liberò finalmente dalla sua prigionia...
Non strisciò più sulle rose o sull'umida terra, Farfalla leggera si posava su ogni cosa... bella gli parve pure la spiga e il vento non fu più il suo tormento ma un amico che la spingeva verso la conoscenza di un nuovo sapere...
Quel catartico, insignificante esserino, a mio avviso, poteva restarci secco dentro il suo bozzolo, ma ha creduto nella sua incoscienza di essere qualcosa di più...
Più assurda di un bruco di farfalla è la cugina falena... che pur volando nel buio, alla vista di una lampada accesa non teme di posarsi su di essa, pur sapendo in memoria remota che potrebbe restarci secca... Oggi si adagiano senza farsi più male, qualcuna del passato gli avrà insegnato come fare...
Chiudo qui e non rileggo neanche quello che ho scritto... Ho Morricone nelle orecchie...vado a fare una passeggiata a mare.