La Foglia
La verde foglia parlava con i rami dell’albero: «Il vento ogni notte cerca di portarmi via per adagiarmi da qualche parte, su un fiore, su una pietra, in un ruscello o magari per farmi calpestare da qualche passante, chi lo sa? Solo il vento lo sa, ma io voglio restare con te, non mi va di girare per l’aria senza meta.» La foglia parlava con il suo albero, ed era tremante di paura. Il magnanimo arbusto si muoveva come se volesse rassicurarla, conosceva benissimo il suo destino ineluttabile, sapeva che ogni foglia presto avrebbe preso la sua strada. Allora le foglie tentarono di convincere il vento di essere clemente e di ritardare l’infausto giorno, ma il vento non le ascoltò perché era impegnato a portare con sé le foglie dei cipressi. La morte era vicina. L’albero, prendendo a cuore le preghiere della foglia, chiese aiuto al sole per difenderlo dal vento: «Loro sono le mie figlie, ti scongiuro, aiutami!» urlò l’albero secolare. Il sole iniziò a brillare più del solito, ma anche l’astro gentile era impotente, anche lui sapeva che prima o poi avrebbe ceduto. Quando l’albero e il sole si arresero le misere foglie iniziarono a cadere senza vita per terra, destinate a ingiallirsi e ad essere calpestate dai passanti, ignari della tragedia. L’albero pianse, come ogni anno, con dolore le lasciò andare, ma sapeva anche che presto sarebbero ritornate, perché la vita è un ciclo, perché tutto nasce e muore come le foglie d’autunno.