La sconfitta del tradimento

Spendo la mia vita a rincorrere pensieri che, nella mente, vibrano di una luce imperfetta. Poi prendo la penna, inizio a scrivere, e provo una strane sensazioni. Le parole sul foglio sembrano rigide, strette, quasi estranee. Mi guardano e mi accorgo che hanno tradito l'intimo assoluto che avevo dentro. La mente rivela i suoi limiti, una gabbia che semplifica e deforma la complessità delle mie idee. Eppure, è proprio in questo tradimento che avviene il miracolo. Mentre l'inchiostro si posa, il caos iniziale comincia a scendere verso il fondo. Scrivere agisce come un filtro lento e silenzioso. Separa il rumore di fondo dall'essenziale. Depura la rabbia, l'ansia e la confusione, lasciando evaporare il superfluo. Quello che resta sulla pagina non è più l'idea grezza, ma la sua parte più pura, limpida e trasparente. Scrivere mi tradisce, sì, ma è l'unico modo che conosco per decantare la mia vita.
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Cesare Moceo @ t.d.r.