Parodia dell'incontro fra Ettore e Andromaca - Iliade

(Parodia dell' incontro tra Ettore e Andromaca)
DAI DIARI DELLA MINETTI: L'incontro di Silviettore e Rubymoca

Disse così la Minetti e Silvièttore balzò fuori dal Parlamento.
Giunto alle porte Del Palazzo Chigi, vide la Bella Rubymoca, la sua amata concubina.
Rubymoca figlia di Muba‐Arachione magnanimo. La figlia di lui era l'amante di Silvièttore, dallo stivale appuntito.
Si vennero incontro: Rubymoca a lui venne vicino, con in braccio il loro piccolo figlio, Brunettàndrio, bagnando il viso di lacrime, lo sfiorò con la mano, articolò la voce e disse: “Sventurato! Tu non capisci!!! Questa è una battaglia invincibile...i Giudici sono tropo forti! Abbi pietà! Se andrai in prima fila a combattere, al processo, perderai e che ne sarà di noi, di me, dei nostri soldi e delle nostre cenette???”
A lei a sua volta diceva il piccolo Silvièttore dal nero parrucchino: “Preme certo anche a me tutto questo, baby. Ma provo tremenda vergogna di fronte agli Italiani, dai jeans di marca, se, come un vile, mi rifiuto di partecipare alla battaglia. Io in prima persona devo dare l'esempio, io sono il protettore delle concubine e quindi devo mostrare il mio coraggio!!!
Ma non tanto dei soldi mi affligge la pena avvenire, né della Sant'Ancuba stessa, né di Emiliamo sovrano del Tg4, né dei parlamentari miei...ma di te Rubymoca...vedrai che presto finirà tutto!”
Poi il brutto Silvièttore prese in braccio suo figlio, il piccolo Brunettàndrio, e disse rivolto in preghiera al dio denaro è e agli altri dei: “Bossèo,e voi altri dei, fate si che se dovessi essere sconfitto dai Pm di Milano lui, mio figlio, il macroscopico Brunettàndrio, mi sostituisca in tutte le mie cariche!!!”
Detto così rimise in braccio alla concubina il piccolo Brunettàndrio e le ordinò di tornare ad Arcore. Lei obbedì piangendo sapendo già della perdita del proprio amato, il nobile Silvièttore.