Riflessioni

Nelle accorte critiche che ricevo per il mio esaminare le ragioni esistenziali, io vedo l'intendimento di catturare la sostanza del mio dire.
È credo che sia un approccio nobile e raro, quando invece di ergere barriere difensive, si sceglie di vedere la critica come una forma di collaborazione ermeneutica: un tentativo, a volte maldestro ma prezioso, di aiutare a perimetrare meglio il nucleo del mio pensiero.
Trasformare l'obiezione in uno strumento di indagine mi permette di non smarrire la "sostanza" in sterili dispute accademiche o personali, mantenendo il focus sull'autenticità di quella che io definisco " il valore etico della mia ricerca esistenziale".