Sidney
“E' apparso almeno cinque mesi fa, scalzo e appoggiato al muro del supermercato.
Nessuno l'ha visto camminare per arrivarci, è nato dal marciapiede in quel punto esatto.
Per quanto mi riguarda, può essere formato da un accumulo di microplastiche portate dal vento.
Microplastiche delle migliori confezioni di detersivo, s'intende, dato che hanno assunto le sembianze di un
sexy vichingo ricoperto di stracci.”
Questa storia li ha colpiti molto. Fucilati, più che colpiti.
E' il terzo oggi che ritiene opportuno raccontarmi la storia dall'inizio, nonostante sia chiaro che io la
conosca già.
“Mi creda, non fa nulla per attirare l'attenzione.
Nemmeno chiede soldi, non parla affatto, ma presto è diventata un'attrazione al pari di un gigantesco
albero di natale.
Intorno a lui brillano ad ogni ora lucine di occhi sgranati impegnati nella gara a fargli dire qualcosa.
Intorno a me non ne ce ne sono mai stati tanti così.”
Gli dico che c'erano tutti gli elementi perchè le cose andassero come sono andate, soprattutto per il fatto
che il ragazzo tacesse.
Dai alle persone un contenitore vuoto e inizieranno a vederci il loro riflesso.
Mentre accendo l'autoclave, dico a questa dea Hebe, che dovrebbero farlo anche gli altri.
Diventare delle enigmatiche statue da giardino.
“E' diventata una competizione per la città.
Un signore disse che lui, quel ragazzo, lo conosceva da tempo. E fu lo sparo di partenza.
Iniziò un testa a testa continuo che presto coinvolse decine di persone, tutte improvvisamente diventate
suoi amici di infanzia, conoscenti della famiglia, avventure di una notte. Tutto, pur di avere avuto un ruolo
nella sua vita. Come se questo potesse elevarle socialmente.
Le versioni non coincidevano per niente, sia chiaro, nemmeno lontanamente. Questo ragazzo finì per
avere centinaia di vissuti.
Chiunque prendeva per vera quella che più lo affascinava e ci si affezionava come ad un libro.”
E' una storia vista e stravista.
Preparando la giusta dose di anestesia, dico Davvero, nulla di nuovo.
Pensa al passato, a quante persone sono morte per difendere una loro versione della storia di Gesù.
Almeno qualcuno ci avesse mai preso un caffè, con questo Gesù.
Dando due colpetti alla siringa per far uscire l'aria, dico che, d'altronde, che te ne fai di un caffè quando
puoi passare direttamente alla guerra santa.
“La notizia si è diffusa così tanto che è venuta perfino la televisione.
Giornalisti e telecamere disposti a mezza luna intorno a lui con i microfoni puntati ad amplificare, in
effetti, solo il vento che soffiava.
Gli hanno detto che somigliava ad un ragazzo di nome Sidney scomparso dall'Olanda anni prima. Non
gliel'hanno chiesto, l'hanno comunicato e basta. In altre parole, praticamente già deciso.
Nel momento clou dell'intervista monodirezionale, lui si è sfilato la coperta blu che lo avvolgeva,
risistemandola subito dopo.
Gli stava solo scivolando, ma per tutti è stata una conferma di tutto quello che era stato detto.
La verità sancita.
Da allora divenne una star di fama internazionale”.
Dinamiche chiare come il sole, rassicuro Poseidone.
Vedila dall'alto, la scena che mi hai descritto.
Un uomo fermo, scalzo e muto contro un muro.
Intorno a lui, una mezza luna di giornalisti con le braccia tese e i microfoni puntati.
Vista da un'altezza di almeno cinque metri, non ti sembra una gigantesca corona di spine?
La coperta tolta e risistemata non ti sembra la sintesi di una morte e di una rinascita?
Simbolicamente, non ti sembra la creazione di un dio?
“Le commesse del supermercato tirarono le acque al proprio mulino.
Ai fan che si succedevano nei giorni, svelavano la marca dei suoi biscotti preferiti, il suo fumetto
preferito, perfino le sue salviettine intime preferite, e tutti li compravano il più velocemente possibile.
Tutte queste cose diventavano Ex voto.
La strada, un altare delle offerte.”
Che l'anestesia iniziasse a fare effetto lo capivo dal fatto che rivoltasse le orbite.
“Mi creda. Lui, questa silenziosa effige bionda santificata, si lavava le mani con costose saponette e noi
continuavamo a pisciare contro gli alberi.”
Scegliendo un pennarello color magenta per tracciare i punti in cui operare, spiego il punto della
questione.
Chiamiamolo Priming religioso specifico.
Chiamiamolo pure Cristosuggestione.
Tratteggiando le rughe nasolabiali, marcando frecce verso l'alto sugli zigomi per alzarli, dico.
Siamo cresciuti con l'imprinting di un Gesù stupendo.
Bianco come il latte, tendenzialmente platino e con gli occhi azzurri. Un adone.
Dico, è normale che la prossima venuta del messia ce la aspettiamo perlomeno della stessa palette.
Le palpebre iniziano a farsi pesanti, a chiudersi e ad aprirsi come basculanti.
Seguo la traccia che lascia una sua faticosissima lacrima per segnare i punti adatti ad una radicale
blefaroplastica.
Chiamiamolo pure Bias Cristologico, ma è innegabile che nessuno di voi senza tetto sia stato mai così
vicino alla comune idea estetica del giudeo uscito da Hollywood come questo vostro nuovo arrivato.
Nessuno vuole un dio bruttino.
E anche se nulla di glorioso o disdicevole questo ragazzo abbia mai fatto, l'aspetto giusto ha portato
infinito amore e misericordia.
Lo dico sempre: Basta la forma ed avrai anche il contenuto.
Questo Efesto trascina le parole lungo l'intero minuto prima dell'incoscienza.
L'ultima frase la capisco benissimo.
Sul lettino della sala operatoria dice:
“Aiuta più lei con queste operazioni che tutti i banchi alimentari della città.”
Quello che mi chiedo è se, ad occhi chiusi, sentano la loro pelle che sta cambiando. Se le fibre muscolari
trasmettano qualche messaggio di allerta al resto del corpo.
Degli aggiornamenti in diretta su un processo irreversibile.
Se fosse possibile un ripensamento dell'ultimo secondo, nessuno di questi signori del niente ne
approfitterebbe per fermare tutto.
In fondo hanno solo da guadagnarci. O almeno è questo che abbiamo imparato da questa storia.
Se la tua identità è da sempre in bilico, si può davvero perdere‐perdere?
Da quando ho visto in tv il servizio sul bellissimo sconosciuto cresciuto dall'asfalto, da quando venne
investito da questa vampata di Immunità cristica, l'unico libro che ho in studio è un album fotografico di
statue e dipinti raffiguranti miti greci e romani.
L'associazione è stata semplice, e da chirurgo plastico non potevo essere più di aiuto di così.
Se il nuovo divo da marciapiede ha successo perchè somiglia a Gesù, perchè non riempire le strade di
Veneri e Apolli.
L'elemosina chiesta da un braccio avvizzito e sporco è ben diversa da un'elemosina chiesta da bicipiti con
protesi di ultima generazione.
La fiducia è talmente tanta che nemmeno si chiedono cosa diventeranno. Scelgo io sotto i ferri, man mano
che opero.
E' un processo in divenire.
L'eroica ascesa all'assunzione divina riassunta in qualche ora e qualche metro di garza.
Questo mese ho creato due Ganimede, un Narciso e tre Psiche, ma oggi mi sento particolarmente
generoso.
Incido lo zigomo destro con la lentezza con la quale Caos ha cesellato Gea, posiziono un impianto a cono
sopra l'osso e lo tornisco, di modo da creare una scalata alla montagna dell'olimpo sottopelle.
Bentornato tra noi, Zeus.
Ogni sera, uscito dall'ambulatorio, il freddo ti prende a schiaffi.
Le temperature sono calate di mille gradi da quando ho iniziato la mia opera di chirurgia pro‐bono per i
meno fortunati.
Con le strade infestate da Artemidi e Veneri ciondolanti, sembra davvero di camminare nella galassia più
stellata.
Non posso spiegare a parole la delicatezza di Morfeo avvinazzato addormentato ai bordi di una fontana,
circondato da bottiglie che restituiscono la luce dei lampioni ai suoi lineamenti morbidi.
Nemmeno un menestrello riuscirebbe a cantare versi intonati come il rumore di Saffo che trascina i piedi
lungo il perimetro della piazza, dimentica di essere già passata su ogni punto almeno tre volte nell'ultima
ora.
Chiamiamola pure Overdose di dèi, ma le cose non sono andate bene a lungo.
Venne fuori che la gente si annoia di quello che ha sempre desideratoe sattamente nel momento in cui
riesce a corrompere abbastanza vite.
Chiamiamola pure Teosaturazione maligna, ma l'accessibilità immediata a un ampissimo catalogo divino
generò un'inversione del valore emotivo.
I miei piccoli dèi reincarnati, da piacere per gli occhi diventarono un peso, una minaccia.
Cacciati dall'eden, tornati a pisciare sugli alberi.
Ad operarsi vengono ancora, convinti di diventare la copia della copia della divinità della svolta.
Il supermercato davanti al quale è sbocciato questo straordinario dio spontaneo di cui tutti parlano è a
poche centinaia di metri da me, ci si arriva attraversando un porticato lunghissimo e stretto come una
navata, fiancheggiato da una fila di solenni piedistalli di cartone che reggono vari tipi di pietà
mitologiche,
Già dalla metà del percorso, anche se il buio è fitto, in fondo puoi delineare il contorno della montagna di
oggetti votivi offerti compulsivamente per ricevere qualche grazia. Segni di devozione con packaging
scintillanti mossi dal vento. Se c'è abbastanza silenzio puoi sentirci il rumore del mare.
Il mucchio è diventato così alto che si dice il ragazzo ne sia stato sepolto ed ora si trovi esattamente lì
sotto.
La verità è che a nessuno importa più davvero.
Il prossimo finisce dove inizi tu.
Se lo credevano un accumulo di microplastiche, ora lo è diventato veramente.
Scomparso sotto mille regali come scomparsero facce autentiche sotto il mio bisturi.
Ovunque resterà solo l'apparire che serve.
Chiamiamola Controdivinazione, ma io chiudo sempre la porta di casa a tripla mandata.
Sia mai che qualche Dafne venga a derubarmi.