Una Dama Di Classe

“Sto venendo a casa, novità poco piacevoli.” Anna posteggiata la Twingo nel cortile vide Alberto che la osservava dal balcone piuttosto preoccupato. A casa: “Mangia un boccone e raccontami tutto.” Anna dopo due forchettate di spaghetti rinunziò al resto del pranzo e: “Mi butto in braccia a Morfeo.” La situazione in casa M. era di recente peggiorata dal punto di vista finanziario, Alberto direttore di una di quelle piccole banche che in Sicilia sorgono come funghi era rimasto disoccupato per la chiusura del suo Istituto di Credito e attualmente svolgeva le mansioni di…casalingo. Anna, risvegliatasi dopo poco tempo, passò dal letto al divano e si posizionò con la testa sulle gambe di Alberto. “È venuto a Messina il direttore generale della mia banca, da quello che son riuscita a capire è previsto il licenziamento di un cassiere (oggi siamo in quattro) per mancanza di lavoro, oggi con i computer si eseguono operazioni che in passato venivano fatte solo allo sportello e quindi…esubero di personale.” “Perché dovresti essere proprio tu?” “Per un motivo molto semplice: Mauro il direttore della filiale da una vita mi fa una corte ossessionante e questa sarebbe la volta buona per un ricatto sessuale, perso il posto con i tempi che corrono è inimmaginabile trovarne un altro, conclusione …” Questa la novità spiacevole  preannunziata da Anna. Alberto era rimasto basito: insieme alla consorte abitava a Messina in viale dei Tigli in un appartamento di loro proprietà ma …tutto il resto. Un pesante silenzio era sceso fra i due coniugi, la sera, il buio.
La prima a riprendersi era stata Anna, era andata in cucina a preparare la cena seguito da un Alberto con la coda fra le gambe. “Maritino mio, nella vita c’è sempre una soluzione ai problemi ma… fra l’altro il direttore generale, un certo Freddy, mi ha fatto anche lui un sacco di complimenti espliciti e così mi trovo addosso due allupati, ti rendi conto della situazione?” Come dare torto ai due zozzoni?  Anna m.175, longilinea, viso sbarazzino  sempre sorridente, tettine volte in alto forza tre, vita stretta, gambe chilometriche, era un gran pezzo di gnocca che Alberto aveva conosciuto all’Università e da allora era stati sempre insieme. “Ultime novità: alla chiusura della banca siamo rimasti in tre, i due si guardavano e ridevano facendo esplicito riferimento al mio sedere, mi hanno abbracciato, abbassato le mutandine e toccato a lungo il mio popò  tirando fuori il loro uccello duro e chiedendomi di far loro un pompino. Li ho accontentati con una sega ma ho dovuto promettere di invitarli domani a cena a casa nostra anziché seguire i loro desiderata di andare nell’albergo di Freddy, mangiare lì e poi tutti e tre in camera. Mi sarei sputtanata e quindi ho scelto il male minore, molto freddamente ho fatto da sindacalista col mio sesso: rimanere al mio posto di lavoro e aumento di 500 Euro al mese, arrapati come erano hanno acconsentito, ci dobbiamo organizzare per domani sera, spero tu sia d’accordo…” Ricordo un aforisma di Omero 'A chi é nel bisogno non si addice il pudore.'" Alberto guardava nel vuoto, d’accordo che i tempi erano cambiati e non certo in meglio ma: “Se non c’è altra soluzione…” 
Per far venire i due ospiti a casa, Anna decise di usare la sua auto anizichè fruire della Maserati di Freddy, avrebbe dato troppo all’occhio nel cortile. La mattina seguente la padrona di casa si alzò tardi, gli ultimi avvenimenti l’avevano svuotata di energie ma la sua determinazione era rimasta intatta: “Non ho alcuna intenzione di cucinare, ci faremo portare la cena pronta dal ristorante di Salvatore.” E così fu: pappardelle al sugo di pesce, sardine fritte, gamberi panati, trancio di spada, involtini di aguglia e tanta insalata. Ananas e caffè forniti dalla casa. I due compari si presentarono alle sette e trenta prima dell’orario previsto, ovviamente arrapati, il classico mazzo di rosse che Alberto avrebbe volentieri buttato nella spazzatura.  Anna elegantissima fece gli onori di casa, fece visitare ai due tutto l’appartamento indicando loro all’orecchio il bagno che avrebbero usato per…,  poi si erano affacciati dal balcone anteriore dove si godeva di una vista mozzafiato del porto di Messina e della costa calabra.  Freddy a questo punto si ricordò di aver ‘posteggiato’ sua moglie Gloria all’hotel San Domenico di Taormina, col telefonino le augurò buona notte come pure fece Mauro la cui moglie Ada ben poco gli credette quando le disse che era con il suo capo. La cena ebbe un successo relativo, i due compari avevano ben altro per la testa ma nel frattempo Freddy aveva scoperto un mucchio di CD con musica sud americana e, messo il moto il giradischi, cominciò un ballo strettissimo con la padrona di casa sin quando Mauro: “Freddy guarda che foto magnifiche di Anna al mare.” In verità la baby indossava  un bikini molto ridotto. La parte superiore copriva a malapena i capezzoli, il piccolo triangolino anteriore lasciava intravedere davanti qualche capello castano per non parlare del sedere coperto solo da un filo nero. Le foto aveva dato il via alla pugna, Alberto seguì all’inizio le gesta dei due che a turno entrarono nel bagno loro assegnato per poi posizionarsi nel suo lettone  poi  gelidamente rientrò nel soggiorno e si mise una cuffia per sentire l’audio del televisore escludendo ogni altro suono. Anna nuda era stupenda e senza accorgersene si trovò subito un coso duro in fica quasi subito allagata. ”Piano ragazzi abbiamo tutta la sera.” Il primo zozzone era stato Mauro, Freddy si era poi disteso supino sul letto e abbracciando la bella padrone di casa cominciò a baciarla in tutto il corpo. Alberto voleva tenere sotto controllo la situazione, una volta vide la sua beneamata a quattro zampe che succhiava il membro di uno dei due mentre l’altro si era impossessato del buchino posteriore, la seconda volta Freddy era disteso supino con Anna sopra il suo uccello e Mauro anche lui alle prese col culino che stava facendo gli straordinari. Alberto decise di non fare più il guardone, quei tre stavano ripassando tutto il kamasutra. Si era appisolato quando Anna: “Sto riportando a casa i miei amici, vai a riposarti.” Al suo rientro solo un bacino in fronte al marito che non avrebbe di certo gradito un bacio in bocca. Freddy aveva consegnato ad Anna un suo biglietto da visita col nome della moglie e col numero del telefonino pregando Alberto di andarla a trovare a Taormina per farle da Cicerone in considerazione dei molti suoi impegni in Sicilia. Ma quali impegni, il direttore generale aveva chiesto ad Anna di seguirlo nel suo giro turistico dell’isola con la sua Maserati, Alberto non si era opposto ben sapendo che, anche col nuovo stipendio di Anna, di viaggi non se ne sarebbe proprio parlato e voleva anche dire che la sua dama aveva apprezzato quell’invito e poi prevalse la curiosità di conoscere la signora in questione che aveva intuito che doveva essere più anziana di età del marito ma molto ricca. “Signora sono Alberto M., abito a Messina, mia moglie è impiegata presso il vostro istituto, suo marito mi ha chiesto di contattarla a Taormina, se lei è d’accordo…” Perplessità dall’altro capo del telefonino…”Va bene, l’aspetto.” Alberto era tutto eccitato mentre sua moglie si era fatta e tuttora si faceva strombazzare da Freddy chissa che non ci uscisse qualcosa per lui, si vestì in fretta a di volata giunse a Taormina, stanza 223 toc toc.  Uno spiraglio della porta aperto, sguardo interrogativo di una signora in vestaglia. “Signora sono Alberto M. vedo che forse sono in anticipo, l’aspetto nella hall.” Il tempo passava ma della signora nemmeno l’ombra, Alberto controllava i vari personaggi che uscivano dall’ascensore finché si stancò e si mise a leggere il quotidiano locale. Ad un certo punto si sentì toccare su una spalla,”Scusi il ritardo, sono Gloria.” Alberto si era trovato dinanzi una signora piuttosto alta di statura, ben truccata, vestita elegantemente perfino con un cappello  cosa inusuale per quelle parti, si alzò in piedi e dopo un finto baciamano. “Dove vuole andare?” “È lei il Virgilio della situazione!” “Andiamo sul classico, il corso principale dove vi sono tanti negozi che credo le interesseranno.” “Senta sono due giorni che sono chiusa in una camera d’albergo, ho bisogno d’aria e sai che ti dico diamoci del tu.” E lo prese a braccetto ridendo “Ci prenderanno per madre e figlio, quanti anni hai?” “Trentadue.” “Quant’é bella giovinezza…” “Gloria penso che ti interesseranno i negozi di abbigliamento, non hai che l’imbarazzo della scelta, se vuoi, io starò a guardarti ed ad approvare o meno le tue scelte.” Ho fatto inviare i miei acquisti in albergo, vorrei bere qualcosa di locale, che mi consigli?” “Ovviamente una granita alla fragola, è deliziosa.” Sulla via del ritorno una gioielleria: “Vorrei acquistare qualcosa , entriamo.” Si era presentata una commessa ma il padrone del locale, visto lo stile della signora: “Teresa ci penso io, madame in cosa possiamo esserle utile?” “Mi consigli qualcosa per mio nipote, qualcosa di classe.” “Andiamo sul classico un orologio marca Rolex sono quelli più di moda, questo in vetrina è un esempio, certo è un po’ caro €.7.500.” “Mi pare che ne esistano di più belli.” “Allora le mostro un pezzo unico, favoloso, certo il prezzo sale  a €. 15.000.” Alberto girava per il locale seguito dalla commessa. “Alberto vieni a vedere se ti piace.” “Molto bello e di classe.” “Allora lo prendo, ovviamente ho la carta di credito quindi le propongo di metterlo da parte, le do un mio biglietto da visita con il numero telefonico del direttore della mia banca, lunedì potrà contattarlo e lei cortesemente me lo farà pervenire all’hotel S.Domenico.” “Madame farò per lei una cosa per me inusuale, le darò fiducia, potrà portare con sé il Rolex.” “Gloria sai che ti dico, invece si infilarci in quei ristoranti di lusso pieni di gente dove ti fanno aspettare molto tempo prima di servirti, cerchiamo una trattoria, una di quelle a conduzione familiare dove si mangia bene e si spende poco.” Scesero vari gradini sinché non incontrarono una scritta ‘Trattaria da Gino, pesce freschissimo.’ Venne loro incontro il titolare con tanto di parannanza: “Signori è ancora presto per il pranzo ma se restate avrete: risotto sai frutti di mare, triglie di scoglio, acciughe e merluzzi, ho una barca, li ho pescati stanotte.” “Bene Gino aspetteremo nel frattempo andremo a rinfrescarci, vero caro.” Il bagno, more solito in fondo a sinistra era grande e ben pulito. Non appena chiusa la porta Gloria francobollò le labbra di Alberto con le sue, sembrava invasata, abbracci prolungati, lingua in bocca, anche un seno venne fuori ed ebbe la sua parte di bacini bacioni, in un abbraccio più prolungato Alberto ebbe la sensazione che la signora aveva goduto alla grande ma ebbe il buon gusto di non fare domande oziose,  era chiaro che la dama aveva una fame arretrata in fatto di sesso, suo marito viaggiava per altri lidi. Gloria si ricompose, più sorridente, distesa e anche più bella. Il pranzo buonissimo, anche per i motivi suesposti, ebbe molto successo.  Alberto aveva portato a conoscenza di Gloria la sua posizione patrimonial finanziaria. “Apri la borsa, cento Euro dovrebbero bastare.” bastarono, i due diedero appuntamento a Gino per i prossimi giorni il che voleva dire che la presenza di Alberto a Taormina si sarebbe prolungata anche perché nel frattempo gli giungevano telefonate da parte di Anna: “Sono a Cefalù, un posto meraviglioso.” “A Trapani abbiamo visitato le saline.”Ad Agrigento nella valle dei Templi.” “A Siracusa nei siti archeologici. “A Noto…” Nella strada del ritorno in albergo Gloria si fermò in farmacia e Alberto in profumeria  per acquistare attrezzi per la barba, il prolungamento della sua visita a Taormina non era stato previsto. Gloria di chiuse in bagno, Alberto nudo come un verme, disteso sul letto ascoltava musica proveniente da un filodiffusore, si era addormentato quando…”Non si viene in posti di villeggiatura per poltrire, alza la bandiera!” e aveva preso in bocca il nobile di Alberto che ben presto rispose all’appello. Un sessantanove è il classico inizio di un rapporto prolungato, dopo le ripetute e rumorose  goderecciate da parte del clitoride di Gloria, il ‘ciccio’ cominciò a penetrare lentamente ma inesorabilmente dentro la bagnata  natura della compagna che: “Accidenti quanto ce l’hai grosso, non mi dispiace anzi, a me piace godere molte volte di seguito anche se avevo perso da tempo questa abitudine.” Un filosofo greco aveva lapalissianamente affermato che anche le cose belle finiscono, e così fu, i due si ritrovarono abbracciati immobili viso contro viso quando: “Caro sono a Catania, andremo a teatro, Freddy mi ha comprato un vestito da sera.” La ditta Freddy Gloria stava foraggiando il duo Alberto Anna i quale preferì restare a impigrirsi nella stanza facendosi portare una cena fredda con del vino bianco dell’Etna. “Amore mio (poso chiamarti così?) avrai notato che i miei peli del pube sono bianchi, nell’istituto di bellezza che frequento volevano colorarli in nero, ho preferito solo cambiare il colore dei capelli, sono di un grigio azzurro molto di moda, ti piacciono?” Ad Alberto aveva cominciato a piacere troppo la signora: il suo sorriso, la sua affabilità, la signorilità e qui cominciarono i suoi problemi psicologici che scacciò subito dal cervello, non voleva complicazioni.  I giorni seguenti visita alle località viciniore e poi scorpacciate presso la trattoria di Gino e di sesso il più frenato in albergo, due sposini in viaggio di nozze. Ultima richiesta da parte di Gloria: “Mi posiziono prona con la gambe aperte e tu approfitta del mio buchino posteriore, con delicatezza dato il calibro del tuo coso. Gloria toccandosi anche il clitoride ebbe orgasmi ripetuti sinché: “Sento che la pressione si abbassa, non vorrei…” Alberto vide i titoli sui giornali: “Signora a Taormina muore di sesso.”
“Freddy ha deciso di rientrare a Messina domani, fatti trovare a casa.”  La telefonata di Anna ghiacciò Alberto, era un ordine:”Ce la siamo spassati ambedue è ora di tornare alla normalità.”
“Mio caro vorrei da te un ricordo, qualcosa di fattivo come per esempio il tuo orologio Seiko, magari uno scambio col Rolex. Alberto c’era arrivato in ritardo, la visita in gioielleria era stata organizzata per lui. “Cosa dico a mia moglie?” “Quello che ti dirà lei quando dovrà mostrarti il regalo di mio marito.” Una famiglia di generosi! Un velo di tristezza calò sui due, Anna aveva ottenuto quello che desiderava (oltre che diciamolo francamente divertirsi sessualmente), Freddy aveva concluso un’altra delle sue tante relazioni extra coniugali l’era spassata alla grande, Gloria era tornata indietro di vent’anni provando sensazioni bellissime non solo dal punto di vista sessuale, capì che si era innamorata di Alberto, un bel guaio! Alberto…Alberto era confuso: aveva immaginato cose irrealizzabili: di lasciare la moglie e mettersi con Gloria, col tempo però avrebbero preso la sua compagna per sua madre e poi non era innamorato di Anna? Non seppe rispondersi, si erano conosciuti da studenti e da allora erano stati sempre insieme ma in fondo non  aveva provato quelle sensazioni che Gloria gli aveva dato, un bel pasticcio.
Incontro piuttosto formale fra i due coniugi, la solita frase insulsa: “Tutto bene?” “Tutto bene cosa…” Ambedue compresero che qualcosa era cambiato fra di loro e non solo in fatto  di sesso.  Alberto decise di non voler seguitare a fare il casalingo sarebbe stato per lui degradante, chiamò Gloria chiedendogli un grosso favore: un posto nella loro banca. L’ottenne a Catania, a Messina l’organico era in soprappiù. Alberto ed Anna presero ognuno la propria strada, fra loro non c’era più feeling, Gloria di tanto in tanto raggiungeva in aereo Alberto a Catania ma non c’era più lo slancio iniziale non avevano più nulla da dirsi tanto che dopo pochi mesi si lasciarono, una bella storia finita tristemente, così va il mondo!