su "Scritto sul corpo"

Il diverso fa paura. L'amore "diverso", in tutte le sfaccettature, fa molta paura. Per questo "Scritto sul corpo" è uno dei più grandi capolavori della letteratura contemporanea sull'amore: perchè lascia l'idea di un sentimento forte, intenso, battagliero, sofferto, che è valido per tutti, perchè è amore, punto e basta. Fino alla fine non si riesce a capire, dalla lettura, se l'io narrante è un uomo o una donna: mai nessun aggettivo o participio si sbilancia verso il genere maschile o il femminile (impresa mirabilmente ardua per una traduzione in Italiano!). Eppure si parla degli incontri fortuiti con uomini come Frank, o con donne come con Gail, e infine l'amore difficile e tormentato con Louise. Il libro inizia con una domanda, "Perché è la perdita la misura dell'amore?", e finisce lasciando nell'aria una risposta: non hanno senso le differenze di genere, perché il senso lo porta l'intensità con cui si vive l'amore. Andando avanti nella lettura, non importa più se il soggetto amante sia un uomo o una donna: l'importanza risiede nell'oggetto amato. La verità dell'amore è fuori dal proprio io, è nel destinatario dell'amore. Fino a quando arriva una prova a rendere le cose ancora più difficili, da dover affrontare insieme, che rischia di porre fine a tutto.

"Dicesti: "Me ne vado via da lui perchè il mio amore per te fa di ogni altra vita una menzogna".
Ho nascosto queste parole nella fodera del cappotto. le tiro fuori come fa un ladro di gioielli quando nessuno lo vede. Non sono sbiadite. Niente di te è sbiadito. Sei ancora del colore del mio sangue. Sei il mio sangue. Quando mi guardo allo specchio non è la mia faccia quella che vedo. Il tuo corpo è raddoppiato. Una volta sei tu e una volta io. Chi è chi?" (Jeanette Winterson)

Scritto sul corpo

di Jeanette Winterson

Libro "Scritto sul corpo" di Jeanette Winterson
  • Casa Editrice
    Mondadori
  • Dettagli
    210 pagine
  • ISBN
    880448019X