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Autore

Rita Stanzione

in archivio dal 08 gen 2010

02 febbraio 1962, Pagani (SA) - Italia

19 luglio alle ore 19:06

Ho immaginato

spiraglio all’apnea un muro madido.
prendere gli angoli, negare
il palpito dell’aria. -cedevolezza, lasciami -
voglio l’inquietudine che bussi,
il buio rivolto, che graffi calci infette.
alla chiave il tempo fermo, è poco.
se lui porta un labbro di affacci, lì 
mi attacco.

quella incolta più di ogni altra
preme sull’asfalto, sparisce.
va in un orfanatrofio
priva dell’altra
che dentro le moriva
come saliva e pasto, viscere e buio.

(In "Versante ripido" n.3   luglio 2019)

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