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Poesie di Rita Stanzione

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  • 22 giugno 2020 alle ore 15:17
    Giugno - due haiku in acrostico (3)

    garriti a pioggia
    in felice ritorno 
    uniti al vento

    gioia e non uggia 
    nei sorrisi papaveri
    ori e lampate

  • 21 giugno 2020 alle ore 8:16
    Da poco è estate

    da poco è estate
    le stanze affacciate ai fiori selvaggi
    smeraldi premiano la stasi
    l'indaco prende parte al cambiamento
    ci consegna il suo cielo
    sempre mirabile
    incantevole, giovane

  • 15 giugno 2020 alle ore 16:56
    Affacci

    Un giardino vive
    almeno in cento affacci
    di luce e di assenze
    in fiori appassiti
    rimpolpati da altri
    dove l’humus mangia l’humus
    e anche i ritorni
    sono getti di polline
    inebriati di piani lontani
    frugando le notti alle spalle
    di ombre scolorite. L’arte
    è dire tutti i misteri
    taciuti dal dubbio
    mentre sboccia reale
    seno di trasparenza.

    (per l’opera pittorica di M.D.V. "Sogno", per la rivista Quaderni di UniDiversità n.2/2020)

  • 09 giugno 2020 alle ore 23:18
    Ricominciare dalla coda

    Il piccolo ascolta il campanello
    e fa saltelli da suricato
    si direbbe bestiola articolata dalla luce
    un tempo di mezzo tra errori e cura
    tutto ginocchi e graffi d’humus.
    La lingua manca ma cattura gesti
    col dono dell’osmosi, dispiegato
    lo sguardo in disarmate purità
    apre falcate d’indole 
    e sorride da sue divinazioni.
    Mitico dondola
    con il riflesso della coda
    la storia naturale da riscrivere
    il suo mondo libero dall’essere febbrile. 
     

  • 07 giugno 2020 alle ore 18:01
    E prego con l'ombra

    Seguendo l’ombra
    ogni suo passo vedo
    con le ruggini e l’ocra,
    un pieghettarsi di riflessi
    sul muro delle zagare.
    Traspare il domani, l’incerto
    rivolo di sole con l’ansia
    di una scatola magica
    svegliarci
    nel grasso profumo di maggio
    con lo strano sapore
    di libertà rappresa.
    A casa lascerò
    il vuoto sulla porta
    al buio dei suoi isolati
    la crisalide
    in bocca a una cruna
    che respira per tutti.

    (per l’opera fotografica di P.T. "Verso casa la sera", nell’ambito della rivista Quaderni di UniDiversità n.2/2020)

  • 04 giugno 2020 alle ore 14:07
    Scansie di voce

    Certe mattine la tua voce
    entra nella lezione,
    dico molecola - e l’entropia
    la tocco sommerge gli occhi
     
    il foglio sembra agire
    un nesso corallo una formula,
    impercettibilmente
    cammina
    binari
    che liscio con la mano.

  • 31 maggio 2020 alle ore 8:55
    Legenda

    Un giorno il caso manderà 
    muschio celeste entro le mura,
    catene su ossa stanche - gli agi
    perderanno possanza.
    Bisbiglio di carte, si svelerà dal basso:
    non sparuti richiami
    -ci si potrà volare, al fianco. 

    da "La visione contro le catastrofi" per "Maggio dei monumenti 2020", Napoli,
    quest'anno dedicato a Giordano Bruno

  • 29 maggio 2020 alle ore 8:18
    Corpo avventizio

    L’affanno del lampadario
    lo riconosco dal sirfide che più non finge
    di essere altro ma arriverà al suo grido, estate.

    Lui scompone la mia ala di naftalina
    in notturno di nuvola, il librare affaccia
    a scostarsi dai sofà in memory
    lontano lontano, divellere
    quest’uggioso armadietto del mondo.

  • 18 maggio 2020 alle ore 14:49
    Tesori magri

    Le grucce vuote e lisa la carezza
    in realtà dita colme di tesori
    magri che ballano sulla mia testa.
    Il polso steso, un sogno immobile
    di vetro e dai vialetti
    l’erba cresciuta, e se guardare basta
    il tutto è qui ma non si va
    più in là di un cerchio scomodo
    e macchie di bellezza crepitanti.
    In questo abbaglio del mancare 
    il buio ti mangerà mia ombrosa
    e non avrai più gambe,
    nei quadri di Chagall la luna è sola
    i fili non raffigurati
    e il derma che si libera di te.
    Se un crescendo non fosse,  
    cos’altro?

  • 11 maggio 2020 alle ore 14:57
    I baffi di Dalì

    Le dieci e dieci, il tempo
    dice di antenne volte a voler suo
    portatore di maniacali scienze
    l’allele dominante detta
    segniche lingue.
    La linea della vita guarda al cielo
    ritta da entrambi i baffi -becchi
    di cera stanno all’azzurrità come
    dei canapini nei fuscelli
    in cerca di una bacca che li appaghi,
    sul lago pittano
    la (in)finitezza di orologi
    dalla memoria qui squagliata.
    La replica da istanti rotti.
    Uccise convenzioni, arridono
    all’aldilà o all’apice
    del qui et nunc, schianto divino,
    macchiato d’erba e limo.

  • 10 maggio 2020 alle ore 9:41
    Haiku festa della mamma

    in questo maggio
    lei ancora non verrà -
    rosa in cristallo

  • 25 aprile 2020 alle ore 23:50
    "A" di accostare aprile

    che oggi l’argine sia
    lunga finestra che si sposta
    questo continuo perno
    tradisce giochi d’angoli
    dentro l’aprile dalla durata stanca
    come certe domeniche di scarto,
    fredde di viali.
    più dentro, cime aguzze si sdoppiano
    e senza un valico
    la pietra viva che ci unisce
    vene sul fondo di scarpate
    attraverso loro.

  • 22 aprile 2020 alle ore 23:50
    Alle ore senza giorni

    Una comparsa
    che non svela chi siamo
    occhi simili a giunchi
    sul greto nero
    dov’è inchiodata la luna
    e l’incantesimo strano,
    nicchie di fuochi alle finestre.
    come in qualche leggenda
    la cosa dispersa
    l’hanno messa in un periscopio 
    e impazza con fame d’aria.

  • 21 aprile 2020 alle ore 14:54
    Frame

    Poi da una riva
    aspettare - sulle dita
    disfacimento d’insoluti. 
    La voce dell'acqua
    risale per quanto lontana
    parole nostre  - una sabbia scolpita
    e il più niente di quelli innocui
    così come una stasi indovina.

  • 20 aprile 2020 alle ore 21:11
    A zio G.

    Ti vedo nell’istante
    che non parla,
    ieri davi la mano
    a una sorella più vecchia,
    non pensavi di camminare
    avanti in coltri di distanze
     
    non capivi che insieme
    non si può respirare?
    solo la cenere
    è immune a tutto.

  • 14 aprile 2020 alle ore 10:41
    Dire di perle oniriche

    E i gesti
    pesano il tempo
    uscendo da se stessi,
    gli specchi mandano
    miti balletti tra le stanze
    una nell’altra - l’ultima
    è uno sfuocato plesso.

    Esausta
    l’ombra di ieri
    intorno alla routine
    fa staccionate
    e chiodi di silenzio,
    ma il desiderio
    di volteggianti magici
    ha il suo museo - e dire
    di perle oniriche
    è poco.

  • 10 aprile 2020 alle ore 23:57
    L'albero delle rose

    l'albero delle rose si spinge
    a cercare il cane oltre il recinto.
    il cane in fissità ducale
    gli fa festa, piano agita la coda.
    ha sempre pensato che
    con tante chiacchiere
    fossimo un di più.

  • 09 aprile 2020 alle ore 10:59
    Alla finestra di Bonnard

    tutte le orme
    in mise en abyme
    prose di giardini.
    traslate gocce,
    fiumi, oceani.

  • 07 aprile 2020 alle ore 11:30
    Tropismi a mezza luce

    angoli di veglia
    nei monologhi
    tratti gli specchi
    e il loro andare
    tra orti di profumi

  • 31 marzo 2020 alle ore 9:16
    Ventiduesimo giorno

    pianto nei vasi le potature del vento
    inattese: il profumo non ha una sola casa.
    insolito, è polvere d'ossa e
    ciliegi e noccioli immaturi,
    è il giardino zen dietro la rete,
    un segnatempo di nuvole
    nelle corde dei soprani.

  • 30 marzo 2020 alle ore 11:33
    2 haiku sull'attesa

    si inoltra a sera
    l’attesa - e porge il fianco
    la solitudine

    la stanza vuota-
    anche in un piatto lucido
    entra la luna

    (ispirati a "L'attesa", Felice Casorati, 1919)

  • 25 marzo 2020 alle ore 10:47
    Giardino di marzo

    Delle formiche
    attratte dal calore
    nere come la terra
    di notti apolidi
    monadi di certezze
    vedo senza paure, 
    mentre la febbre
    dalla ferita gioia
    esonda. La natura
    non fugge privazioni
    intanto crea
    e ripara, obbedisce
    alla linfa che sale
    e prega il sole,
    è il ramo abbottonato
    che gode del fiorire
    se tutti gli altri sono vivi.
     

  • 21 marzo 2020 alle ore 18:00
    Sotto i platani

    Sono passata sotto i platani
    coi rami torti
    e le tue mani d’ombra.
    Una capriola l’aria
    inquieta
    scordandosi di tutto,
    il viso l’ho lasciato lì
    come finestra
    di sete attesa  
    e spire di profumi
    nudi.

  • 15 marzo 2020 alle ore 23:29
    Sorriso da una mascherina

    Ci siamo scambiate un sorriso
    lei portava la mascherina
    ma io l’ho visto
    si diffondeva  
    in silenziose libellule.
    Poi un rintrono
    attenti non è che l’inizio
    vi scansino lembi di sensi,
    un salmo
    da sapere a memoria
    in camere chiuse fino al midollo.
    Corpi irreali, camminiamo 
    per allontanare la strada
    sigillare l’orecchio
    a un aereo che taglia il cielo  
    e sembra venire da dentro.
     

  • 09 marzo 2020 alle ore 7:23
    Continua ad accadere

    Ma quanti cieli esistono
    quanti colori
    passare e non fermarsi
    poesie fortificate tra le dita.
    A quanti cieli le distanze
    non paiono che gocce e l’aria
    continua ad accadere
    vivida e muta ꟷ a bordi di finestre
    respira sul mio viso
    da una mimosa
    e l’ombra acerba e tenera
    data all’amore, una perfetta anca
    incide il vuoto. Il vuoto non esiste.