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Autore

Rita Stanzione

in archivio dal 08 gen 2010

02 febbraio 1962, Pagani (SA) - Italia

29 giugno alle ore 16:43

Se verrai a prendermi

Quando verrai a prendermi
non scambiarmi con la notte
né con il giorno
non credermi un paesaggio in fuga
traccia affogata, nostalgia ferita.
Se verrai a prendermi
non cercare la strada
non dare il viso a segnaletiche
dimentica i ponti gli aerei
le ore di fiori non colti
i passi non portati ai parchi.
Porta tu il tempo, gli universi reclusi
la sponda e il precipizio.
Porta la musica
quella che ci ha trafitti
senza veli, senza altro che noi.
Avrò il tulle dell’ultima volta 
scintilla al buio
e il buio assorto nitido a te solo.
Non cercarmi più in là,
sto danzando da sempre
sulla tua vena
che fa rintocchi e brucia.
Sto nell’angolo della tua palpebra
nel piccolo neo sull’orecchio
sulla lingua dove chiami.
Ho mosso le note
sapendo che tu le toccavi.

(per l’opera pittorica di G.H. "Ballerina", rivista Quaderni di UniDiversità n. 2/2020)

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